La nuova chiesa

Essendo stata completamente distrutta, durante il secondo conflitto mondiale, l’antica chiesa, nel Gennaio del 1957 si provvide a presentare domanda di ricostruzione della stessa, ma in località diversa rispetto a quella originaria, questo perché il Vescovo Tommaso Leonetti decise che fosse più opportuno ricostruirla in una zona densamente popolata, ma priva di sostegno religioso, piuttosto che a pochi metri di distanza dalla Collegiata di San Giovanni, considerando anche il fatto che la parrocchia di San Pietro non possedeva più alcun terreno. Questo lasso di tempo, tra la distruzione e la presentazione della domanda di ricostruzione, ci fu perché Leonetti non volle suscitare clamore da parte dei  parrocchiani della vecchia San Pietro e preferì aspettare più di dieci anni affinché la memoria collettiva fosse stata più labile e permissiva. Don Lorenzo Capoccetta, parroco di San Valentino a Ferentino, insieme alle sue sorelle e il signor Vincenzo Tiberia donarono un terreno atto alla ricostruzione della chiesa, sito in contrada Colle Leo, lungo l’attuale arteria di collegamento tra Ceccano e Frosinone.

Nel Novembre del 1958 ebbero inizio i lavori e il 10 Maggio 1963 fu finalmente celebrata la prima liturgia, in occasione delle cresime.

Descrizione architettonica

L’odierna chiesa di San Pietro Apostolo presenta una pianta centrale quadrata suddivisa in tre navate, due laterali e una centrale, su cui, tramite pennacchi triangolari piani e pilastri rivestiti in marmo rosso, è impostato il tamburo ottagonale e, su di esso, la copertura piramidale a otto fusi in cemento armato. Il presbiterio è delimitato da una balaustra in marmo policromo su cui sono inserite delle formelle in rame raffiguranti i quattro evangelisti e su cui trovano posto la statua di San Pietro Apostolo, a destra dell’altare, e simmetricamente a sinistra, il crocefisso. Dietro l’altare, che è posto al di sotto di una volta a crociera, all’interno  dell’abside, è conservata la tela “Gesù consegna le chiavi a S. Pietro”, ispirata all’affresco “Consegna delle chiavi”del Perugino, realizzata e donata  da Maria Teresa Miccinelli Lolli Ghetti di Ferentino, su commissione del Vescovo Leonetti. In primo piano è raffigurato Gesù intento a consegnare le chiavi a San Pietro, che è in ginocchio alla sua destra, e sullo sfondo è rappresentata la città di Ceccano con la vecchia chiesa di San Pietro. L’opera è completata da una cornice lignea dorata del XVII secolo. Nell’abside trova posto anche il trono in travertino in stile bizantino realizzato nel 1969 da Aldo Peruzzi, su disegno dell’architetto Giancarlo de Sanctis, per la chiesa di San Nicola, che successivamente lo vendette alla parrocchia di San Pietro.

Ai lati del presbiterio, in corrispondenza delle navate laterali, sono presenti, simmetricamente, due cappelline, quella di sinistra conserva il tabernacolo e quella di destra conserva una statua della Vergine Maria, a cui è dedicata, posta su un piccolo altare in legno. Esteriormente la chiesa presenta un sagrato coperto che introduce gli ingressi, due minori, di cui uno dotato di bussola, ed il maggiore, più quello posto a sinistra, perpendicolarmente alla facciata, che è quello del battistero, comunicante con l’interno della chiesa, oggi in disuso. Simmetricamente al battistero è impostato il campanile, dotato di orologio e di tre campane, a cui si accede dal cantorio posto al di sopra dell’ingresso, alto circa trenta metri.

In facciata domina il grande oculo, al cui interno è disegnata una croce, e le due effigi, posizionate agli angoli estremi superiori della facciata, di papa Giovanni XXIII, posta a sinistra, e del Vescovo Tommaso Leonetti, posta a destra.

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